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Covid: Fipac, meno assistenza più stress, una minaccia in più per gli anziani

Vaccino essenziale per over 65 e malati cronici

“C’è un allarme nell’allarme che desta fortissima preoccupazione nei pazienti e nelle loro famiglie: il coronavirus sta rallentando l’assistenza ai malati non Covid, a cominciare da quelli affetti da cronicità che, secondo l’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane, rappresentano quasi il 40% della popolazione italiana, ossia 24 milioni di persone”.

Così Sergio Ferrari presidente Fipac, a margine della Giunta della Federazione, che spiega: “Con gli ospedali pieni di pazienti Covid e con le priorità dettate dalle urgenze si è aperta un’altra stagione di rinvii, attese, consulti difficili per pazienti affetti da patologie croniche e non solo”.

“Siamo tutti consapevoli – prosegue Ferrari – che gli operatori sanitari stanno lavorando sopra le forze, con umanità e competenza e che le aziende sanitarie stanno tentando di individuare soluzioni che possano garantire a tutti assistenza. Quotidianamente, però, riceviamo segnalazioni dai nostri soci riguardo a piani terapeutici non rispettati, liste d’attesa che si allungano ed esami diagnostici rinviati, senza una data certa. Lanciamo questo appello preoccupato perché questi pazienti vivono già in una condizione psicologica di fragilità e questa incertezza incide in modo pesante sulla loro salute”.

“Attendiamo – conclude Ferrari – notizie più chiare sul vaccino e maggiori garanzie che tra i primi a beneficiarne saranno proprio gli anziani e i malati cronici. Il Covid ha alimentato una sorta di “danno collaterale” sulle altre malattie: occorre porvi rimedio perché non si può impedire ai cittadini di curarsi e non si può innescare una reazione a catena che non garantisca a tutti il diritto alla salute, un diritto sancito dalla Costituzione”.

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