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Per una politica che guardi agli anziani – la relazione del Presidente Massimo Vivoli

Presidenza Fipac, iniziative e proposte per il 2015

 

Con questa Presidenza Nazionale  vogliamo tracciare il Programma di lavoro per questo 2015 e confrontarci con voi su alcune riflessioni sulla situazione politica ed economica dell’Italia e le iniziative da intraprendere, tracciando il Programma di lavoro per questo 2015.

Un anno chiave sotto molti punti di vista, per cittadini, imprese e pensionati: Innanzitutto perchè nei prossimi mesi verranno introdotte o diventeranno effettive riforme- del lavoro, del fisco, delle istituzioni- che avranno effetti anche sulle persone che noi rappresentiamo, mentre si intensifica il dibattito politico, sull’ipotesi di un nuovo intervento sul sistema previdenziale.

Permettetemi ad inizio di questo mio intervento formulare un Augurio al nuovo Presidente della Repubblica Sergio Mattarella  una figura di grande profilo con l’esperienza e l’equilibrio necessari in questi momenti di grande cambiamento. Sono certo che Il Presidente Mattarella sarà unire il Paese per determinare quelle condizioni essenziali alla crescita e allo sviluppo dell’economia.

Io credo che tutte le persone che hanno passato i 50 anni, ed hanno vissuto le storie controverse e travagliate di questo nostro paese, non possono che guardare con fiducia alla dirittura morale, all’impegno per la legalità, al rispetto dei principi costituzionali, del nuovo Presidente.

Mi hanno colpito, del discorso di insediamento due passaggi: innanzitutto il richiamo alla lotta e mafia e alla corruzione quali priorità assolute richiamando ad un impegno straordinario “la dirigenza politica ed amministrativa”.

In secondo luogo l’accenno alla povertà e alle disuguaglianze: la lunga crisi ha detto il nuovo Presidente della Repubblica “ha aumentato le ingiustizie, ha generato nuove povertà. Ha prodotto emarginazione e solitudine”. Sottolinea Mattarella, nel discorso al parlamento in seduta comune. “Le angosce-aggiunge-si annidano in tante famiglie per difficoltà che sottraggono il futuro alle ragazze e ai ragazzi. Il lavoro che manca per tanti giovani, specialmente nel mezzogiorno, la perdita di occupazione, l’esclusione, le difficoltà che si incontrano nel garantire diritti e servizi sociali”. Sono questi per il Presidente “i punti dell’agenda esigente su cui sarà misurata la vicinanza delle istituzioni al popolo”.

L’analisi del Presidente Mattarella è la nostra analisi. Le sue preoccupazioni sono le nostre preoccupazioni.

Ci lasciamo alle spalle un 2014 segnato dal  perdurare delle crisi e dalla sua drammaticità come non si era mai vista nella storia recente dell’Italia e dell’Europa, ci auguriamo che il 2015 possa essere l’anno della svolta.

Siamo pensionati, ma il problema della mancanza di lavoro e sviluppo è quello che maggiormente attanaglia il nostro Paese. Ed è un problema che è in cima anche alle nostre preoccupazioni, perché senza lavoro e sviluppo  crolla l’intero sistema di protezione sociale.

Creare le condizioni per uscire dalla crisi economica e occupazionale deve dunque essere il primo obiettivo dell’azione di governo, accompagnata da una attenzione vera ai problemi delle fasce più deboli della popolazione, anziani e pensionati in modo particolare.

Dall’economia reale  arriva qualche segnale positivo, dobbiamo trasformare le speranze di ripresa, in ripresa effettiva.

Basta con l’austerità a senso unico: bisogna sbloccare il credito e correggere il tiro di un fisco troppo esoso e punitivo su imprese e famiglie. E bisogna farlo presto: l’economia reale, finalmente, sta dando qualche segnale positivo. Ma l’eventuale discesa nella spirale deflattiva ridurrebbe gli effetti positivi in atto e cancellerebbe le legittime e necessarie speranze di un ritorno alla crescita.

Inoltre incombe lo spettro di nuove rilevanti imposte con l’attivazione delle clausole di salvaguardia contenute nell’ultima legge di stabilità, e che sarebbero un colpo mortale ad ogni possibilità di ripresa.

Si continua in ultima analisi, in una situazione di grande incertezza che non aiuta lo sviluppo dei consumi e degli investimenti e quindi della crescita.

I recenti cali dell’inflazione sono da attribuire principalmente al calo dei prodotti energetici, ma ci indicano anche chiaramente che prosegue il calo dei consumi, dovuto alla perdita di potere di acquisto di stpendi e pensioni.

Dopo la bocciatura della Corte Costituzione del referendum promosso dalla Lega Nord (In parte era previsto e poi abbiamo visto che c’erano grossolani errori giuridici e i suoi effetti avrebbero avuto ricadute sul Bilancio e la Legge di Stabilità e su questa materia i referendum non si possono fare.)

Oggi le chances di un intervento rapido di riforma sulla materia si sono ridotte; anche se stando a quanto affermato dal Ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, nei giorni scorsi, c’è la volontà del Governo a riaprire il dossier pensioni dopo la conclusione dell’approvazione dei decreti del Jobs Act

Il problema della revisione della Legge Fornero, resta in piedi anche se la partita è rinviata alla prossima primavera.

La nostra proposta è che bisogna  ripristinare una certa flessibilità in uscita e tenere conto che non tutti i lavori e non tutti i lavoratori, sono uguali: le persone hanno esigenze differenti e a 67 anni è diverso stare seduti ad una scrivania o caricare cassette ai mercati generali, . Bisogna far sì, perciò, che sia possibile andare in pensione dopo un certo numero di anni di contribuzione, in combinazione a una certa età.

Per la FIPAC la strada giusta sarebbe ripristinare il sistema delle quote ed incentivare – con contributi figurativi o sgravi fiscali – le “staffette” tra un lavoratore anziano che passa a part-time ed un giovane che entra in azienda ed impara un mestiere.

Oltre a questi interventi di merito, c’è una questione più generale: le revisioni del sistema previdenziale non devono nascere solo da esigenze di cassa, ma devono andare nella direzione di un miglioramento delle condizioni di vita di milioni di pensionati. Per i pensionati non può valere solo e sempre la legge dell’Austery senza se e senza ma.

Rileviamo, da questo punto di vista, una certa insensibilità, istituzionale e sociale.

I dati ISTAT di dicembre, confermano una situazione che come FIPAC denunciamo da tempo.

Milioni di pensionati vivono ormai in condizioni di povertà e altri milioni si impoveriscono giorno dopo giorno.

Noi ci troviamo di fronte un vero e proprio dramma sociale, che è intollerabile perché i pensionati non sono “un peso morto della società”.

Questa drammatica situazione non rimane circoscritta nelle mura delle case ma ha ripercussioni sociali ancora più gravi, perché negli ultimi anni di gravissima crisi i pensionati hanno svolto, e stanno svolgendo, un ruolo di vero ammortizzatore sociale e con i loro redditi sostengono le famiglie di figli e nipoti, di chi il lavoro l’ha perso o non lo trova.

L’impoverimento dei pensionati si ripercuote quindi direttamente sull’intera società, producendo una crescita della povertà e del disagio di moltissime famiglie italiane.

Non c’è quindi solo un problema di giustizia sociale, sostenere i pensionati, quelli coi redditi più bassi,

Si corre il rischio di andare verso una vera rottura sociale e le recenti dichiarazioni di Tito Boeri designato Presidente dell’INPS se da un lato sembra favorevole ad interventi “correttivi”, dall’altro ci preoccupa non poco quando parla di contributo di solidarietà sugli assegni più alti, senza precisare meglio.

Attendiamo proposte per una critica nel merito, ma siamo convinti che non si possa intervenire con questa frequenza sul sistema previdenziale: c’è bisogno di stabilità, anche per valutare gli effetti di quanto fatto fino ad adesso.

Il Governo è però insensibile alle difficoltà dei pensionati. Ci scontriamo contro un muro di gomma.

La Legge di stabilità ha fotografato questa situazione; e non si sa se dobbiamo gioire perché questa volta non è stato previsto nessuna decurtazione delle  pensioni o essere arrabbiati perchè non c’è niente per i pensionati.

Noi non possiamo assistere passivamente a questo stato di cose.

Pensiamo che come CUPLA debba essere presa una iniziativa forte nel confronto con il Governo e  chiedere un intervento di equità che avrebbe benefici seri per l’intera comunità nazionale.

Chiediamo la rivalutazione delle pensioni, l’allargamento del bonus di 80 euro anche ai pensionati, l’ampliamento della “No Tax aria” sino a 13.000 euro, la riduzione della pressione fiscale per le imprese e per i pensionati, una legge nazionale per la non autosufficienza, la difesa del welfare nazionale e locale.

Ai Comuni chiediamo riduzioni della fiscalità locale, delle addizionali e migliori servizi sociali.

 

Su questi temi va aperto un canale di confronto con il Governo.

C’è qui una situazione di criticità, che riguarda l’insieme del mondo della rappresentanza che dobbiamo avere la capacità di colmare, anche avviando incontri Istituzionali come CUPLA e come FIPAC.

La salute è l’altra grande preoccupazione dei pensionati e delle persone anziane.

Faremo la nostra parte a cominciare dalla SETTIMANA della Buona Salute.

Abbiamo pensato ad una iniziativa originale, nella quale mettiamo insieme denuncia, rivendicazione, ma anche promozione culturale, solidarietà.

Il tema centrale è quello del benessere.

Vivere con passione è l’unica via per garantirsi un invecchiamento che non rappresenti il declino della propria vita.

Nella settimana dal 20 al 26 aprile dobbiamo essere presenti in 100 piazze d’Italia, con iniziative diffuse. L’obiettivo che ci diamo è incoraggiare la sanità pubblica ad una riorganizzazione coerente con gli impegni normativi già assunti. Come abbiamo ribadito nel corso del Convegno dell’ottobre scorso bisogna portare avanti con concretezza e determinazione il piano volto a “territorializzare” il servizio restituendo ai medici di base un ruolo primario con la costituzione dei pool di specialisti multi disciplinari e assicurando l’assistenza continua sul territorio.

Nella cartellina è presente uno schema dell’iniziativa e il calendario degli appuntamenti già fissati.

Tutte le nostre Associazioni debbono sentirsi impegnate nella riuscita di questo evento.

 

La Festa FIPAC dall’ 11 al 25 Giugno, nel solco dell’esperienza dello scorso anno deve essere un momento di soggiorno sereno, festoso nel quale incaselliamo due iniziative più “politiche” una con i colleghi della Sardegna su “Sanità e  benessere”, l’altra sarà un incontro con i dirigenti nazionale della Confesercenti.

Nell’ambito della Festa avverrà la premiazione del Concorso di Poesia che quest’anno sarà presieduto dallo scrittore Salvatore Niffoi. Concorso che vogliamo rilanciare dopo il buon risultato dello scorso anno.

Nel mese di ottobre, in occasione della Giornata Internazionale dell’Anziano, presenteremo un nuovo “Dossier” su “Sicurezza e truffe agli anziani”.

Ci aspetta un anno di particolare importanza per il nostro Paese, la Confesercenti, La FIPAC.

Dobbiamo arrivarci con una organizzazione viva e vitale, al centro come in periferia, capace di raccogliere le sfide aperte ma anche di fare comunità, al lavoro svolto.

Qui sta un gap che abbiamo difficoltà a colmare. Non ci nascondiamo le difficoltà, la ristrettezza delle risorse nella quale ci muoviamo, ma ci aspettiamo un maggiore contributo dal territorio: più partecipazione, più iniziative.

Con la collaborazione di tutti possiamo farcela.

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