Presenti il Presidente Nazionale Pier Giorgio Piccioli e il Coordinatore Nazionale Fernando Trotta
Continuità nelle cure, Case di comunità, terapie innovative, carenze da superare. Sono alcuni degli aspetti legati al nuovo Piano sanitario sociale integrato della Regione Toscana, al centro del convegno svoltosi in Camera di Commercio a Siena per iniziativa di Fipac Toscana, la Federazione Pensionati attività commerciali aderente a Confesercenti che ha scelto Siena per la sua Festa regionale 2026.
Ad aprire gli onori di casa Martino Landi, Presidente provinciale Fipac, che ha sottolineato la presenza per l’occasione dell’intera Giunta nazionale dell’associazione e il dialogo crescente con le altre sigle della terza età ‘autonoma’, mettendo in chiaro una prima criticità: “il tempo che passa registra più anziani, più fragili, e meno spesa sanitaria”. “La nostra, in particolare, è una provincia matura” ha fatto seguito il Presidente di Confesercenti Siena, Leonardo Nannizzi, “e cresce anche il valore potenziale che per chi è più in là negli anni risiede soprattutto nella memoria. Proprio nello scambio di conoscenze questo territorio può trovare forza per affrontare la modernità”. Con Alberto Pecchi, Presidente regionale Fipac, è partita l’analisi del Piano Sanitario Regionale: “buona impostazione, ma ancora molta teoria da tradurre in pratica – ha detto – in alcune aree le Case della Comunità e l’assistenza domiciliare funzionano, in altre rimangono edifici semivuoti. In Toscana mancano quasi 400 medici di famiglia”.
Giuseppe Giordano, Assessore alla Sanità e Diritto alla Salute del Comune di Siena, ha aperto la serie di risposte pubbliche: “A Siena abbiamo una tradizione sanitaria e di ricerca. Siamo anche abituati ad una visione ospedale-centrica, che non ci deve limitare: diventa fondamentale sostenere la continuità nelle cure” ha osservato, auspicando che la Regione applichi al meglio le previsioni del Piano per garantire risposte omogenee. Un’intenzione colta da Bernard Dika, Sottosegretario alla Presidenza della Toscana: “Il diritto alla Salute non può dipendere dal cap in cui un cittadino risiede – ha detto – dobbiamo valorizzare le potenzialità di un modello che, con le case della salute, ha saputo anticipare l’impostazione che ora viene estesa su scala nazionale. E per la quale non è necessario che i medici di base diventino dipendenti delle case di comunità”.
Nel dettaglio della sanità territoriale e della sua impostazione attuale, è entrato il Direttore della Società della Salute Senese, Lorenzo Baragatti, cominciando dal quel numero della continuità assistenziale (il 116117) che affiancandosi al 112 simboleggia la volontà di alleviare la pressione sui servizi di emergenza, e di ampliare le prestazioni per la cura quotidiana del cittadino. “Con l’avvio della Casa di comunità in Pian d’Ovile a Siena integriamo quanto previsto dal DM 77 con il Piano toscano – ha spiegato – tra cui il medico generale a disposizione 24 ore, di cui 12 fisicamente sul posto. Sarà importante anche il coinvolgimento del Terzo settore in questi luoghi, anche per dar seguito a prescrizioni mediche innovative, come quelle di attività sociale”. Per Maurizio Pozzi (Coop Medici 2000) va fatta attenzione a “non generare squilibri tra territori spostando troppi medici nelle nuove Case”.
In chiusura, Il Presidente nazionale Fipac Piergiorgio Piccioli ha rilanciato l’importanza di coinvolgere le organizzazioni che rappresentano il lavoro autonomo, “i cui numero di rappresentati in Italia è destinato a salire”.
Nel corso della Giunta, come confermato dal Coordinatore Nazionale Fernando Trotta, è stato deliberato di effettuare incontri regionali con gli operatori di patronato e i presidenti regionali Fipac per implementare la base associativa, attuando una piena sinergia.



